SANGUE SPARSO .ROMANZO .
Autore :Giovanni Maffeo . Poetanarratore .
NON ERA MIO L'AMORE .
Non potevo farla mia sempre
forse volle avvicinarsi a me ove vedeva il suo angelo ,
vedeva l’oracolo dolce dal cuore tenero e procace
sentiva l’amore preso il fuoco che fiammava e si notava .
Si evinceva l’accanimento e spesso mi chiamava
per dirmi di vederci ,erano piccole fughe ,
le quali si consumavano in pochi minuti con un bacio
una carezza rubata ed eravamo felici .
Avevamo il mondo nel cuore
la certezza di amarci era immensa ,
come un ladro nella notte , la strinsi forte
la toccai dappertutto lei fremeva godeva l’amore.
Come non mai ,amore , amore , mi ripeteva
vieni nel mio sangue e spandilo nel regno del mio sogno ,
sul mio corpo ove nascerà la vita
furono le ultime parole a farci unici in un limbo immenso .
Era diventata una storia profonda la nostra
non potevamo fare a meno di vederci ,
anche per pochi minuti ,i minuti eterni
ci davamo energia ,coraggio di salire in paradiso ,
in un inferno ove solo gli amanti sanno di sentire .
Tratta dal mio romanzo - Sangue sparso -
Giovanni Maffeo - Poetanarratore .
INTUDUZIONE .
COSI' NELL'Exsultet. LA PAROLA DIVENTA PROTAGONISTA PER LODARE LA LODE AL SIGNORE , A SOTTOLINEARE IL SANGUE SPARSO PER NOI MORTALI E DARCI DA LUI LA SALVEZZA .
L'Exsultet (nei Messali prima del 1920 veniva scritto Exultet) è un canto liturgico proprio della Chiesa cattolica che viene cantato la notte di Pasqua nella solenne Veglia pasquale, da un diacono o un cantore.
Con esso si proclama la vittoria della luce sulle tenebre, simbolizzata dal cero pasquale che viene acceso, e annuncia la risurrezione di Cristo e il declamante invita tutta l'assemblea a gioire per il compiersi della profezia del mistero pasquale, ripercorrendo nel canto i prodigi della storia della salvezza.
Il nome
"Exsultet" non è altro che la parola iniziale del testo liturgico, che, proprio per la sua specificità collegata alla Resurrezione del Cristo, viene individuato e ricordato proprio con il suo verbo iniziale che invita i fedeli tutti a esultare per il compimento del Mistero Pasquale.
Nella stesura del testo è molto enfatizzata la "E" iniziale, maiuscola, tra i cui "bracci" è spesso scritto il resto della parola.
Il testo (nel rito romano)
Testo latino.
Exsultet iam angelica turba caelorum:
exsultent divina mysteria:
et pro tanti Regis victoria tuba insonet salutaris.
Gaudeat et tellus tantis irradiata fulgoribus:
et, aeterni Regis splendore illustrata,
totius orbis se sentiat amisisse caliginem.
Laetetur et mater Ecclesia,
tanti luminis adornata fulgoribus:
et magnis populorum vocibus haec aula resultet.
Quapropter astantes vos, fratres carissimi,
ad tam miram huius sancti luminis claritatem,
una mecum, quaeso,
Dei omnipotentis misericordiam invocate.
Ut, qui me non meis meritis
intra Levitarum numerum dignatus est aggregare,
luminis sui claritatem infundens,
cerei huius laudem implere perficiat.
Dominus vobiscum.
Et cum spiritu tuo.
Sursum corda.
Habemus ad Dominum.
Gratias agamus Domino Deo nostro.
Dignum et iustum est.
Vere dignum et iustum est,
invisibilem Deum Patrem omnipotentem
Filiumque eius unigenitum,
Dominum nostrum Iesum Christum,
toto cordis ac mentis affectu et vocis ministerio personare.
Qui pro nobis aeterno Patri Adae debitum solvit,
et veteris piaculi cautionem pio cruore detersit.
Haec sunt enim festa paschalia,
in quibus verus ille Agnus occiditur,
cuius sanguine postes fidelium consecrantur.
Haec nox est,
in qua primum patres nostros, filios Israel
eductos de Aegypto,
Mare Rubrum sicco vestigio transire fecisti.
Haec igitur nox est,
quae peccatorum tenebras columnae illuminatione purgavit.
Haec nox est,
quae hodie per universum mundum in Christo credentes,
a vitiis saeculi et caligine peccatorum segregatos,
reddit gratiae, sociat sanctitati.
Haec nox est,
in qua, destructis vinculis mortis,
Christus ab inferis victor ascendit.
Nihil enim nobis nasci profuit,
nisi redimi profuisset.
O mira circa nos tuae pietatis dignatio!
O inaestimabilis dilectio caritatis:
ut servum redimeres, Filium tradidisti!
O certe necessarium Adae peccatum,
quod Christi morte deletum est!
O felix culpa,
quae talem ac tantum meruit habere Redemptorem!
O vere beata nox,
quae sola meruit scire tempus et horam,
in qua Christus ab inferis resurrexit!
Haec nox est, de qua scriptum est:
Et nox sicut dies illuminabitur:
et nox illuminatio mea in deliciis meis.
Huius igitur sanctificatio noctis fugat scelera, culpas lavat:
et reddit innocentiam lapsis
et maestis laetitiam.
Fugat odia, concordiam parat
et curvat imperia.
In huius igitur noctis gratia, suscipe, sancte Pater,
laudis huius sacrificium vespertinum,
quod tibi in hac cerei oblatione sollemni,
per ministrorum manus
de operibus apum, sacrosancta reddit Ecclesia.
Sed iam columnae huius praeconia novimus,
quam in honorem Dei rutilans ignis accendit.
Qui, licet sit divisus in partes,
mutuati tamen luminis detrimenta non novit.
Alitur enim liquantibus ceris,
quas in substantiam pretiosae huius lampadis
apis mater eduxit.
O vere beata nox,
in qua terrenis caelestia, humanis divina iunguntur!
Oramus ergo te, Domine,
ut cereus iste in honorem tui nominis consecratus,
ad noctis huius caliginem destruendam,
indeficiens perseveret.
Et in odorem suavitatis acceptus,
supernis luminaribus misceatur.
Flammas eius lucifer matutinus inveniat:
Ille, inquam, lucifer, qui nescit occasum:
Christus Filius tuus,
qui, regressus ab inferis, humano generi serenus illuxit,
et tecum vivit et regnat in saecula saeculorum.
Resp. Amen.
Testo italiano.
Esulti il coro degli angeli,esulti l'assemblea celeste:
un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto.
Gioisca la terra inondata da così grande splendore;
la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo.
Gioisca la madre Chiesa, splendente della gloria del suo Signore,
e questo tempio tutto risuoni per le acclamazioni del popolo in festa.
E voi, fratelli carissimi,qui radunati nella solare chiarezza di questa nuova luce,
invocate con me la misericordia di Dio onnipotente.
Egli che mi ha chiamato, senza alcun merito,
nel numero dei suoi ministri, irradi il suo mirabile fulgore,
perché sia piena e perfetta la lode di questo cero.
Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.
In alto i nostri cuori.
Sono rivolti al Signore.
Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
È cosa buona e giusta.
È veramente cosa buona e giusta
esprimere con il canto l'esultanza dello spirito,
e inneggiare al Dio invisibile, Padre onnipotente,
e al suo unico Figlio, Gesù Cristo nostro Signore.
Egli ha pagato per noi all'eterno Padre il debito di Adamo,
e con il (sangue sparso) per la nostra salvezza
ha cancellato la condanna della colpa antica.
Questa è la vera Pasqua, in cui è ucciso il vero Agnello,
che con il suo sangue consacra le case dei fedeli.
Questa è la notte in cui hai liberato i figli di Israele, nostri padri,
dalla schiavitù dell'Egitto,e li hai fatti passare illesi attraverso il Mar Rosso.
Questa è la notte in cui hai vinto le tenebre del peccato
con lo splendore della colonna di fuoco.
Questa è la notte che salva su tutta la terra i credenti nel Cristo
dall'oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo,
li consacra all'amore del Padre e li unisce nella comunione dei santi.
Questa è la notte in cui Cristo ha distrutto la morte e dagli inferi risorge vittorioso
Nessun vantaggio per noi essere nati, se lui non ci avesse redenti.
O immensità del tuo amore per noi! O inestimabile segno di bontà:
per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio!
Davvero era necessario il peccato di Adamo, che è stato distrutto con la morte del Cristo.
Felice colpa, che meritò di avere un così grande redentore!
O notte beata, tu sola hai meritato di conoscere
il tempo e l'ora in cui Cristo è risorto dagli inferi.
Di questa notte è stato scritto: la notte splenderà come il giorno,
e sarà fonte di luce per la mia delizia.
Il santo mistero di questa notte sconfigge il male,
lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori,la gioia agli afflitti.
Dissipa l'odio, piega la durezza dei potenti,
promuove la concordia e la pace.
Oh notte veramente gloriosa,
che ricongiunge la terra al cielo e l'uomo al suo creatore!
In questa notte di grazia accogli, Padre santo, il sacrificio di lode,
che la Chiesa ti offre per mano dei suoi ministri,nella solenne liturgia del cero,
frutto del lavoro delle api, simbolo della nuova luce.
Riconosciamo nella colonna dell'Esodo gli antichi presagi di questo lume pasquale
che un fuoco ardente ha acceso in onore di Dio.
Pur diviso in tante fiammelle non estingue il suo vivo splendore,
ma si accresce nel consumarsi della cera che l'ape madre ha prodotto
per alimentare questa preziosa lampada.
Ti preghiamo, dunque, Signore, che questo cero,
offerto in onore del tuo nome per illuminare l'oscurità di questa notte,
risplenda di luce che mai si spegne.
Salga a te come profumo soave,si confonda con le stelle del cielo.
Lo trovi acceso la stella del mattino,questa stella che non conosce tramonto:
Cristo, tuo Figlio, che risuscitato dai morti fa risplendere sugli uomini la sua luce serena
e vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
LA MIA BIOGRAFIA .
Giovanni Maffeo . in arte - Poetanarratore .
'Ogni verità passa attraverso tre fasi: prima viene ridicolizzata; poi è violentemente contestata; infine viene accettata come ovvia'
cita. Di Arthur Schopenauer .
Ma un se , un forse , un quando o un mai farò , o dirò il peccaminoso fato di un amore inspiegabile ove l'attenzione nasce da un caso mai perseguito ...
Trovo dunque la VERITA' , Affermazione di un contenuto ideale ,accettato come basilare dal punto di vista religioso , etico e storico .
A mio avviso inteso anche come Finzione di un vero o fuori luogo o forma accademica , essa si può vestire di mille abiti o maschere ma mai si saprà il vero ,solo da un animo buono s'apre il credo , il narrabile viene eruttato come se si volesse raccogliere un frutto , magari perso ,magari sognato , avuto mai conosciuto ,sperato ove si nasconde nell'infinito .
Nasco in un paese dell'entroterra Irpina , Salza Irpina in provincia . di Avellino ,TRA COLLI E MARE ,comincia la mia dedizione per la poesia .Da fanciullo ero attratto dall'immagine della madonna . La madonna detta , delle grazie .Patrona del mio paese di nascita .Nel tragitto tra la casa di campagna e il mio paese su una strada sdrucciola percorrevo l'andata e il ritorno , a metà del percorso trovavo la chiesetta della madonna incoronata e da buon cattolico gli declamavo le preghiere .
Nel tempo ,all'età della ragione ,colsi il pensiero della mia madonna : credo che nel tempo fu lei a dare dedizione per la poesia .
E dunque ,la mia poesia nasce a tarda età , all'età di 45 anni .Questa passione mi fu ispirata da un mio studio di genealogia sulla mia antica famiglia Maffeo nobili Maffei che durò un decennio ,poi seguii con la lirica.
Da ,genitori umili lavoratori della terra negli anni sessanta con essi emigrammo in terra Bergamasca ove da subito cominciai a lavorare all'età di dodici anni da un mio zio ,fratello di mia madre in un laboratorio di maglieria .
Avendo io frequentato la sola quinta elementare feci il corso serale per le medie e dopo il lavoro andavo a scuola .Allora abitavo alla città antica di Bergamo chiamata appunto - città alta , nei pressi del duomo in via Arena .Da allora passarono anni e con la mia famiglia ci spostammo nella città bassa ove io continuai ad andare a lavorare da mio zio ,fino all'età di 18 anni . Tempo in cui dovetti partire per militare al car di San Rocco , Cuneo .
Fui poi trasferito al comando degli alpini in Merano ove conobbi mia moglie , di origine veneta . Come detto ebbi la passione della genealogia ,poi da essa la poesia .Cominciai con i primi canti ove la grammatica e la sintassi mi penalizzavano, mi mancavano le basi culturali ,poi non ero a conoscenza di nulla a riguardo ed ero sopito in uno stato mentale al quanto incerto .
La mia ferrea volontà mi spinse a continuare e dopo gli innumerevoli insulti su siti letterari presi coscienza di impegnarmi per fare meglio .
Continuai e crebbi ottenendo ottimi risultati ,feci la gavetta per molto tempo e riuscii a propormi a divenire poeta .Dunque con sacrificio e tanta volontà sfidai la letteratura ove oggi mi posso permettere di scrivere racconti e romanzi .
Le mie pubblicazioni per la maggior parte sono pubblicate su siti letterari ,su molti blog ,su i social di FB. e altri loghi .
La mia posizione dunque è e resta come autodidatta ove l'impegno e l'audacia è tutta farina del mio sacco. Oggi anni 2018 ,sono soddisfatto del traguardo raggiunto ,del mio grande poema -LA SCALA NATURALE DELLA MIA VITA - Le tantissime poesie , i tanti romanzi e racconti ,tutto all'attenzione del lettore ,della gratuita lettura che trovate su internet.
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
LA MIA POESIA :
SANGUE SPARSO .POESIA .
POEMA DELLA VITA DELL'AMORE .
Quando l'anima si assona alla tenerezza
la sua nota diventa musica ...
è la melodia più bella ,alone lucente del cuore ,
ti ho persa , ti ho cercata ,sei respiro e mi giri in testa .
Ho sparso il mio sangue in un seme
da esso ne è nato un fiore ...
è il mio tesoro nascosto che non avrò mai ,
il mio sangue ove mi inchino e chiedo perdono .
Tu vita sei l'ombra nella mia stanza
la figura che prende vita dai ricordi ...
porgi a me i tuoi anni più belli ,
quelli della mia resa ove oscilla la tua corolla .
Oh signore , Dio della provvidenza
aiutami , ho peccato ,ho amato l'amore ...
quello tenero ove la mia pietà si adagia ,
si muta in devozione ,il più alto dei sentimenti .
Quello che quando arriva non bussa
fa strani giri di parole e lusinga il cuore ...
luminosamente luce il mio sangue
irta lieviti di terra dalla rupe nasce l'abbondanza .
Oh sangue mio dove sei ...
nessun vento porta a me la tua voce ,
tutto si sgretola nei mari gelidi
su epigrafi immote frusciano i mattini .
Dovrò ancora patire indicami tu il rimedio
dammi speranza , la medicina del mio male ,
a chi come me è tra gli infelici ...
in un tempo gaio per darti la mia benedizione .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
PS. Mi reputo un poeta folle ,chiamato da molti anche come il poeta dell'amore .
Introduzione autobiografica .
(QUANDO GLI OCCHI NON VEDONO L'INNOCENZA MUORE CIT. G. M. P )
La vita di un uomo è il seme della terra , egli prolifera gioia amarezza sventura ,è il protagonista leggibile di un arte qualsiasi cosa egli faccia ,in questo mio romanzo viene palesemente narrata una storia vera in prima persona .
L'uomo è il sale della terra che assieme alla donna fertilizzano e gemmano l'amore ,una onniscienza ove si raccolgono i fiori della vita ,la sostanza per la reale e prospera natura .
Ne percorsi di ogni uomo o donna si evince la parte migliore e cioè l'amore ,l'amare ,il reciproco consenso ove possono nascere le mille storie ,in questa che vi propongo io in prima persona parlo di due anime innamorate , entrambi sposati , entrambi giovani .Un amore nato per caso nella più semplice veste di chi vuole essere felice .Dunque come detto questa storia è scritta in prima persona ,non è mia è di chi mi ha dato il permesso di scriverla e pubblicarla e vuole restare anonimo dando a me la facoltà di avere il diritto del copiraght .
Nel lontano 1975 il protagonismo era umile , la semplicità era gioia , insomma tutto girava in un sogno da realizzare ,allora ignoravo la poesia ,era da me lontana ,mi piaceva la musica ,la canzone romantica ,la romanza ,coniugare il rifiuto della società con l'essere io era difficile ,ero determinato , non riflettevo andavo nelle decisioni a rotta di collo e sempre mi andava bene .Credo che fu cosa buona ,un realismo che mi portava dritto all'avventura .
Cieco della luce accantonavo ogni pensiero ,era appunto nascosta la poesia ,accantonavo il passato come tempo originario e nutrivo l'egoismo pur restando fedele alla madonna , alla devozione del credo ,non avrei mai immaginato che poi in età matura avessi scritto poesia , narrativa . Dunque Sangue sparso nasce da una storia vissuta ,una tra le tante , nascosta e proibita ove i tanti omini donne lascia tracce indelebili ,lasciano il frutto del loro amore ,ignorando o dubitando di avere avuto una prole ,un figlio ,o una figlia dalla coatta e voluta relazione extraconiugale .
Da queste relazioni che di solito hanno poca durata ,ma si evince il naturale orgoglio ove nel momento stesso dell'atto amoroso e convinto di affrontare ogni cosa con l'amata occorre salvaguardarsi dall'opposto ove c'è la condanna della realtà che per le mille ragioni si rinuncia ,il volere dunque resta fantasia ,resta obbligo di rispetto verso la moglie ,il marito ,la consapevolezza dei figli ,il dovere di essere uomo e non pagliaccio .
SANGUE SPARSO .POESIA .
POEMA DELLA VITA DELL'AMORE .
Quando l'anima si assona alla tenerezza
la sua nota diventa musica ...
è la melodia più bella ,alone lucente del cuore ,
ti ho persa , ti ho cercata ,sei respiro e mi giri in testa .
Ho sparso il mio sangue in un seme
da esso ne è nato un fiore ...
è il mio tesoro nascosto che non avrò mai ,
il mio sangue ove mi inchino e chiedo perdono .
Tu vita sei l'ombra nella mia stanza
la figura che prende vita dai ricordi ...
porgi a me i tuoi anni più belli ,
quelli della mia resa ove oscilla la tua corolla .
Oh signore , Dio della provvidenza
aiutami , ho peccato ,ho amato l'amore ...
quello tenero ove la mia pietà si adagia ,
si muta in devozione ,il più alto dei sentimenti .
Quello che quando arriva non bussa
fa strani giri di parole e lusinga il cuore ...
luminosamente luce il mio sangue
irta lieviti di terra dalla rupe nasce l'abbondanza .
Oh sangue mio dove sei ...
nessun vento porta a me la tua voce ,
tutto si sgretola nei mari gelidi
su epigrafi immote frusciano i mattini .
Dovrò ancora patire indicami tu il rimedio
dammi speranza , la medicina del mio male ,
a chi come me è tra gli infelici ...
in un tempo gaio per darti la mia benedizione .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
SANGUE SPARSO .
Quando l'anima si intona alla tenerezza diviene musica ,
essa è melodia ,alone lucente del cuore .
Dove sei mio sangue sparso ,mille volte forse di più l'ho pensato ,l'ho cercato l'ho sentito ,è come un sospiro che gira in testa ,un pensiero a volte assillante nel credere che un figlio o una figlia è da qualche parte con la menzogna gli viene nascosto la sua vera appartenenza .
Fu d'estate in un paesino del nord che conobbi Lina ,lei abitava non molto lontano dalla mia casa furono da subito gli intensi sguardi ,ma tra me non pensavo mai che nascesse con lei una storia .
Lina era una donna molto bella , capelli neri a caschetto occhi profondi un bel corpo snello ,una media statura che assieme si stava bene .Capitò che una festa della mia piccola figlia la invitammo a casa nostra a pranzo ,lei si sedette rimpetto a me e ogni tanto mi fissava mettendomi in imbarazzo non tanto per me , ma per gli altri che potessero accorgersene .
Si parlava del più , del meno ,si parlava di lavoro , di come era la vita a quei tempi ,tempi fiorenti ove l'industria era abbondante e da lavorare ce nera tanto ,allora non esistevano disoccupati ,bastava uscire da un posto di lavoro e il giorno dopo se ne trovava un'altro ,insomma c'era l'abbondanza le vacche grasse .
Nel mangiare a tavola mi sentii frusciare sul piede ,era lei che mi faceva il piedino , mi dava conferma del suo sentire per me ,il sangue mi salì alla testa e provai una reazione nelle parti basse a tal punto che non riuscivo a metterci freno e non potevo alzarmi dal tavolo per aiutare mia moglie a servire altrimenti si avrebbe visto la t'abbondante reazione nei pantaloni .
Non vedevo l'ora di incontrarla da sola per parlare ,per darle ciò che voleva , volevo ,era iniziata una storia molto emozionante entrambi provavamo desiderio , allo stesso modo un amore indispensabile ,qualcosa che ci rendeva felici e cominciammo a sentici curando ogni particolare per non farci scoprire .
Era dunque cominciato l'amore platonico ,per lei vedermi era già una meta raggiunta una felicità immensa e lo capii subito ,mentre io miravo all'atto materiale , al fare all'amore con lei .Passarono un po' di mesi e decidemmo di trovarci fuori dal paese ,lì la feci salire in macchina e facemmo un giro ,parlammo di tante cose ,di noi ,di quello che ci stava capitando ,parlammo di sesso ,di voglia di amare e ci promettemmo l'amore .
La giornata andava a termine e il tramonto faceva capolino ,era di Autunno e un po' di brezza si sentiva ,la baciai e cominciai a toccarla nelle parti intime ,lei fremeva , si sentiva tutta la sua voglia ,gli calai i pantaloni i suoi indumenti intimi e sdraiai il sedile dell'auto mettendomi sopra di lei ,da subito diventò fuoco nella fusione amorosa consumammo il primo atto d'amore .
Dopo un po' ci vestimmo e con soppressa mi disse : sai io mi sono innamorata di te ,però oggi tu hai infranto un proibito che io non mi aspettavo ,mi bastava solo amarti senza fare sesso ,ribadii che era necessario per entrambi che ci desideravamo nello stesso amore era necessario ,infatti si convinse e ci promettemmo di trovarci ancora .
Come ogni anno in quel paesino di prima periferia facevo l’albero di Natale ,lo addobbavo in un angolo del salone vicino alla finestra ove si vedeva la casa della Lina ,la sera sempre in quell’angolo vedevo la TV , spesso lasciavo la finestra con le tapparelle aperte e speravo che lei mi vedesse ,almeno lo speravo ,i cellulari allora non esistevano e la buona notte passava in secondo piano ,mi accontentavo di essere visto da lei da lontano .
E' SERA .
Vedo luci su balconi
nei giardini alberi di Natale ,
l'aria è in festa ! Io, la rubo e la respiro
mi da attimi di gelo ,di brividi ,
penso a te , che ti fusi nei rifugi .
Sera , dimmi :
perché ti fai buia ?
Io ,respiro per respirare …
nell'indolenza dei sogni mi vado a coricare .
E non vedo più la tua notte lunare
le tue rose al di là del sole ,
il goffo bacio che si inchina alla tua timidezza
le mie braccia che ti stringono al cuore forte .
Sera , scioglimi da questa ipotesi
da questa formula alchemica :
la fattura dei disperati ove i sensi si sono inorriditi
e siedono farse ,su drappi di velluto .
Oh sera sei il mio cuscino ruvido …
io t'imploro ,fa di me la sacra stimmate
la piaga , che briglia raggi ebbri ,
il fitto sguardo ch'è t'afferra all'improvviso
svela a te , la pietà del mio amore .
È sera ,la sera di Natale
tu non ci sei , sei lontana ,
vacillano i miei confusi
non s'accordano più i versi della mia musica .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
Non potevo farla mia sempre , forse si volle avvicinarsi a me ove vedeva il suo angelo ,vedeva l’oracolo dolce dal cuore tenero e procace , sentiva l’amore preso , il fuoco che fiammava nel vedermi e si notava .
Si evinceva l’accanimento e spesso mi chiamava a telefono per dirmi di vederci ,erano piccole fughe ,le quali si consumavano in pochi minuti ,un bacio , una carezza ed eravamo felici ,avevamo il mondo nel cuore la certezza di amarci era immensa .
Fu una delle tante sere che volli rischiare ,andare da lei a tarda notte, come un lupo mi addentravo nelle tenebre della notte , la cercai e la vidi che già mi aspettava ,fu telepatia .
Come un ladro nella notte , la strinsi forte ,la baciai ,la toccai dappertutto lei fremeva godeva l’amore come non mai ,amore , amore , mi ripeteva vieni nel mio sangue e spandilo nel regno del mio sogno , nel mio corpo ove nascerà la vita .
Dopo circa un’ora la lasciai e gli dissi che dovevamo vederci ancora ,mi disse di si e gli augurai la buona notte .
Era diventata una storia profonda la nostra , non potevamo fare a meno di vederci , anche per pochi minuti ,i minuti eterni che ci davano energia ,coraggio di salire in paradiso ,in un inferno ove solo gli amanti sanno di sentire .
Dopo un po' di mesi mi disse che era incinta e al momento non ebbi parole ,anche perché lei non volle accreditarmi la paternità , anzi fece l’indifferente ,e sapendo che doveva andare via , andare in un’altra città ed era come se volesse portare con se il suo tesoro ,quello che quella notte e altri incontri ci avevamo amati .
Provai a sussurragli :è mio ? Non ci fu risposta da parte sua ,si girò dandomi un bacio , una lacrima scese e mi strinse forte , forte . Ti amerò sempre ...
Oggi mi limito a raccontare la mia poesia ,quella che ha il significato dell'amore ,anche se è passato tempo ,il ricordo resta indelebile .
L'AMORE VISCERALE E' LA CARNE DELLA TERRA .
E' passato tempo e tra le rose c'è ancora il tuo viso
io lo vedo , ne sento il tuo profumo ,
ancora una volta ti scrivo poesia
è il mio sentirti per non dimenticarti .
L'amore viscerale è la carne della terra
è il libro dei sogni ove con esso mi vado a coricare ,
ove tu corri tra i soprusi della vita
e da ogni fato l'esuberanza trae .
Viscerale , è amarsi è odiarsi
è il connubio ove tu hai reso folle il nostro cuore ,
la meta di un traguardo infinito ...
lì straripi il tuo sangue ed è l'affluente dell'amore .
E' la sorgente nelle mie vene ,dei miei pensieri
la fonte ove sorge la voragine del sogno ,
il fuoco dove danzano le streghe patibolo delle mie carni
transumanze di ceneri e foglie in orti l'alveolo del volo .
Sviscero devozione al concime della terra
alla figlia delle stelle ...
da lei nasce il frutto delle sue voglie ,
il miele che si scioglie sulle labbra .
A te che dissi addio ,rifarei le stesse cose :
rimarrei sulle vette della malia …
riempirei il tuo vuoto di sacre parole
come la mantide si inchina in segno di preghiera .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
Per la Lina il tempo scorreva e sempre più si avvicinava l'idea di andare via ,ed io ne soffrivo ,avevo trovato l'amore e lo perdevo .
Difatti gli incontri erano rari ,ma quando ci vedevamo erano fuochi e fiamme ,erano lampi d'immenso ove ogni scintilla illuminava il cuore ,zucchero dolce di una eterea follia .Tutto ciò era anche angosciante ,c'era di mezzo il sospeso , l'attesa impaziente ,il volere a tutti i costi possederla stringerla mi faceva impazzire .
Spesso la sera a quel tempo bevevo cognac ,i vari alcolici ,in essi trovavo la calma ,la riflessione , ma anche la disperazione del pensiero a come fare ,a sperare e immaginare una vita assieme a lei ,cosa che ne parlammo e lei ne era convinta , convinta di fuggire assieme e la cosa da prima mi faceva sentire felice ma poi riflettendo non era una buona idea .
Come detto era rimasta incinta ,come affrontare una cosa del genere , come lo stesso , io ,dunque dramma dopo dramma il nulla affiorava , si faceva più certa la consapevolezza del buon senso ,del capire che era impossibile fuggire assieme , e poi andare dove. Accantonammo quella idea folle ma come detto si evinceva la convinzione che lei andava via da quel paesello ,me ne parlava spesso quando ci vedevamo .
Da allora io e la Lina cominciammo a sentirci e vederci meno ,lei sempre più sperava alla fuga assieme ,io ero incatenato ai miei principi e si tirava avanti ,si continuava a sperare che si potesse arrivare a una situazione ove vederci sempre stare definitivamente insieme , ma tutto era marginale ,la gioventù era l'incoscienza di quei tempi ove l'amore era il nostro fiore .
Non è sempre Natale .
Fruscia l'erba tra la scolorita tramontana
nella tenue luce del freddo della sera ,
dimora di vento ,di sangue che agita le vene
di giungla lontana ove il silenzio parla all'amore .
Non è sempre Natale !
Non lo è per i cuori freddi ,
il tempo in cui il pensiero mio sul gelo scivola :
parla di te , dei leggiadri baci ...
di un cuore impavido che ancora trema .
Parla di un passato che si impone e torna :
nell'infinita bellezza c'è la poca fede ,
da occhi trae ,lacrime svela ...
oblia la terra ove io ti lasciai il me stesso .
No ,non è sempre Natale
non c'è sempre la neve …
l'albero è acceso con luci e fiocchi di bianche corolle
di sorrisi e palpiti ,di abbracci e promesse .
Ci sarà la luce nella grotta del signore questa sera
ove si prega la venuta del messia ,
ci sarai tu ad addobbare il mio animo
l'esergo mio del breve t'amo .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
SI, a volte non lo è per le mille ragioni o storie ,per la difficoltà della vita che noi i protagonisti ci cerchiamo , ci addossiamo e poi si vorrebbe risolvere tutto con un sorriso , con un solo scusa .E dunque un tempo scrissi :seguo il mio percorso e non mi volto indietro ,seguo i miei giorni ,il susseguirsi della vita ,incontro stragi di malie e supponenti bivi ove l'egoismo la fa da padrone ,è il vizio a trionfare , è la ipocrisia a difendersi , è conseguenza che fa scudo all'ignoranza piatto ricco per la sola indifferenza .
Ma il mio cuore palpitava d'amore , era in subbuglio non trovava pace ,forse era la mia giovane età che protestava ,io ribelle non mi accorsi che mi ero addossato una responsabilità più grande del mio volere essere uomo .Avevo ventuno anni ,fresco di principi sani e tanta voglia di fare , creare e costruire , non sapevo o meglio ignoravo quello che facevo .
Camminavo su specchi rotti e ciottoli di argilla senza accorgermi della mia esuberanza ,da una parte c'era il senso civico che avevo avuto dalla educazione ,dall'altro ero suicida ove non curante azzardavo le mie pretese , eppure tutto mi girava per il meglio ,anzi le mie decisioni erano prese esplicitamente e da subito ,non subivo nulla e quasi nulli i contrasti ,quel luogo fu la mia prima casa , casa in affitto con un pezzo di gridino ,fu lì che cominciai ad amare i fiori .
Ci furono contrasti di vedute e per un po' non ci vedemmo .Stavamo male entrambi a non vederci a non amarci solo col cuore ci sentivamo , solo con le nostre anime che di nascosto si parlavano soffrivano silenziosi nella foresta incantata .Pensai di dedicargli delle canzoni fatte per radio ,a quell'epoca si usava molto , non c'era internet .Gli feci sapere di ciò e gli segnalai la radio e la canzone a lei dedicata . Era ( i Giardini di Marzo di Lucio Battisti ) questa perché segnava un tempo ,per la magnifica melodia ove le parole erano, sono melodia di poesia - Che anno è ,che giorno è, questo è il tempo di vivere con te -
Mi disse che l'avrebbe ascoltata e che ne era felice , da lì si cominciò di nuovo a sciogliere ma fermo restando che c'era sempre in agguato suo marito .La canzone fu dettata in radio e dedicata da me a suo nome ,questo fu un altro rischio che feci senza pensarci talmente ero invaghito di lei, lei di me e poco dopo la pubblicazione in radio mi chiamò quasi piangendo mi sussurrò un grazie amore.
Pensai di farle un dono ,un ricordo mio che lei potesse ricordare di me e gli donai un anelo molto costoso ,anche se non potevo permettermelo lo feci .Ci incontrammo e dopo tanto ci stringemmo come due che ebbero tanto da dirsi ma furono poche le parole :uno sguardo profondo profanò i nostri cuori accasciati sull'erba fresca di quella primavera ,sdraiati al sole guardavamo il cielo ,un fiorellino fece da cornice sulle sue labbra , gli lo tolsi e ci misi su le mie labbra ,non ti dimenticherò mai ,mi disse ,nel mentre gli scappò una lacrima , la colsi ,la baciai ,l'amai ,e mentre tutto il giorno girava intorno a noi vedemmo l'infinito , l'eterno mai provato .
Tirai fuori dalla tasca il dono e gli lo detti ,mi fisso , non devi mi disse , come farò a custodirlo ,come farò a indossarlo ? Tienilo dissi io , è un mio ricordo , se andrai via da qui mi avrà in te con questo pensiero .Lo prese emozionata ma preoccupata perché non sapeva dove nasconderlo ,per non offendermi e rompere quella magia che ci faceva felici .
Mi chiamò dopo tempo e dispiaciuta volle che lo riprendessi . Aspettai la notte e ripetei come la prima volta l'azzardo di andare non solo a prendere l'anello ma a rivederci , a consumare le ultime emozioni che quella epoca ci aveva donato , lei fu tenera , fu loquace , fu l'amore .
Mi comunicava che presto sarebbe andata via e impazziva al pensiero di lasciarmi ,la vedevo che soffriva ,rimasi soffocato ,mi mancò l'aria e assieme scoppiammo in un forte pianto .Non riuscivo a staccarmi da lei ,lei da me ,mi pregò dopo due ore d'amore di andare ,non mi importava più nulla ,di cosa poteva succedere ,avrei fatto di tutto per tenermela a me .
Il giorno seguente mi chiamò e mi ripropose la fuga ,ero per dirle si facciamolo ,il momento fu tragico era una decisione importante ,ci volevano i soldi , poi lei incinta , dove andavamo ?Fammi riflettere gli dissi . Analizzai con calma la situazione e decisi di no a mio rammarico a mio dispiacere ove l'anima mia si arrovellava nell'inferno dell'amore , combattuto nella disperazione ove non avrei saputo come risolvere la mia dignità di uomo .Vediamoci per l'ultima volte gli dissi poi andrà come andrà .
AUTUNNI DI VITA .
Ho vissuto tempi in cui fu buia la mia vita
in essa ogni cosa era niente ,
il mio fiore appassiva senza sole
spezzava corde senza eguali.
Ti ho cercata in ogni volto
e in ognuno leggevo il tuo nome ,
la tua anima ,il cristallino cuore
la bellezza d'esserti stato vicino .
E ho dipinto ancora quelle foglie
che tu un tempo le hai raccolte con me in Autunno ,
davo a te l'eterna fonte il senso del nostro amore
all'essere o non essere di te innamorato .
Ma poi tutto finì e mi fermai ad ascoltare il vento
e dissi :c'è sempre un tempo di vita ,tu rinasci in stagioni ,
dai a me il colore rosso passione ,
fai di me l'oracolo nei miei sogni .
Dissi ,oggi ancora :sempre ci sarai
ci sei e sarai nei momenti brevi che la vita ci ha donato
sempre col verde sulla chioma
il dolce tuo sentire .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
Si, questa poesia fu scritta da me dopo molti anni che avevo conosciuto Lina ,il significato è palese ,una analisi per dire che da sempre l'ho avuta nel mio cuore ,da sempre lo avuta nei sogni ove lei nel tempo mi veniva , viene a farsi vedere a farsi sentire come una indelebile storia d'amore senza fine .
Facemmo l'ultima passeggiata e rassegnati dalle difficoltà finimmo per prometterci il poi che mai arrivò , e come Lara e Zivago fummo presi da altre conseguenze ,lei partì e non seppi più nulla di se , della sua maternità ,non avendo il suo numero di telefono non potei chiedere più nulla , ne lei mi chiamò e pensai che tutto finì ,poteva almeno una volta farsi sentire , ma nulla ,io non chiesi niente e per molti anni tutto si abbuiò .
Andai via con la mia famiglia da quel paesino e mi spostai in un altro per questione di lavoro .Non ebbi il coraggio di domandare a nessuno del suo nuovo indirizzo e mi abbandonai alla rassegnazione ,la vita scorse veloce e molte cose cambiarono ,ebbi altri figli , altre attività ,altro tipo di lavoro ,si presentò in me la poesia e per lei scrissi grossi poemi d'amore , madrigali infiniti come se l'avessi voluta accanto .
Nel corso degli anni fui tentato di suonare al campanello di quella casa per sapere di lei delle figlie di Lina ,in me l'incubo ,la voglia di vedere quella figlia dell'amore ,non riuscii ,mi informavo ovunque per sapere dove era ,dove era il mio sangue sparso ,dove sei mi ripetevo e sospendevo poi egoisticamente il pensiero di cercarla ,ma era difficile ,ogni volta ero punto accapo ,era come se Lina mi venisse nel sonno a dirmi di cercarla ,di dirmi :è tua figlia !
Non avendo avuto conferme verbali se una delle figlie lo fosse e ne tanto meno chiare rimanevo sospeso ,oggi la cerco ancora di capire , cerco la figlia mai conosciuta e se un giorno dovessi incontrarla rimarrei senza voce oppure rimproverato da lei per l'accaduto ,per non avermi maggiormente interessato nel momento della sua fanciullezza ove è stata cresciuta da un padre non suo e mai gli è stato riferito e spiegato nulla ,tutto perché per non scoprire uno scandalo .
La cerco ancora ,la cerco nel cuore e prima di morire vorrei abbracciarla dirgli :sono tuo padre che ti ha sempre pensata e mai avuta .
Ma inesorabilmente il pensiero di sapere di lei ,lei il mio sangue sparso nell'ignoto ,mi porta a seguire ancora tracce indelebili ove la mia anima urla la debolezza c'ho avuto nell'ignorare tutto questo tempo , questi anni che mi sono fuggiti di mano ,hanno accantonato la bellezza ove io ho perso le immagini più belle .
Si, ritorno in quel paesino ,cammino , vado in macchina , cerco indizi , informazioni , anche se tutto mi sembra squallido vuoto , poco le persone che camminano a piedi ,lì infondo la chiesa , entro recito una preghiera .
E' sempre tutto uguale come quaranta anni prima , ogni cosa e' uguale nulla cambiato .Mi prese come un colpo al petto e rimasi lì ad osservare ,ripensai a tutto e come un film mi passarono davanti tutti i ricordi .
Ora ho capito la sofferenza ,la paura impostagli che mai mi chiamò più a telefono e mai fatto sapere della bambina .Penso comunque che Lina prima che morisse si confessò con qualcuno e disse tutto , non so se fu poi detto qualcosa a qualcuno se fosse o no mia figlia ?
Dunque la mia tesi dell'essere padre nella storia viene sopportata dal solo intuito ,non ci sono certezze ma tanta interazione, ove lo stesso romanzo trama una coinvolgente locuzione per dettare un appassionante racconto ,per dare ad esso , una completezza e un senso allo stesso .
DALLE POESIE SULLA NEVE ANNO 2018
La mia immagine impura .
Ho provato spesso a crearmi un vero volto :
lo vedo sgualcito in un tema di poesia .
su una tela di un pittore ,
su un muro dipinto da un murales .
Ma , la mia e' una immagine impura …
non ha suoni, ne colori ,
si sbriciola nei fienili ,nelle oasi dei perenni
tra le organze delle tue sottane c'è l'ombra mia.
Ma l'immagine è mia e' impura , è narcisa …
ha bisogno di colore , di rosso tulipano ,
di prati e spezie ove mi acceca la malia
di rossori schiavi e fontane dalla tua rossa rupe .
Inondami dunque ,fammi verme …
nutrimi di vapori e riflessi desolati ,
come l'acqua va alle naiade
ninfa pura dal ruscello scorre .
Col manto di un lupo è il tuo ruggito
verde erba che l'elfo per te coglie ,
feconda il ristoro del tuo nido
sotto il melograno il sogno d'estate .
Si , ho te amante straniera ...
amadriade di rami tra i venti ,
sacra erba del mio viso
voli audacia nel mio cuore di poeta .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
I rimorsi della coscienza a volte sono più forti della ipocrisia ove l'egoismo precede e nasconde i sentimenti .Forse le paure ci distolgono al fatto compiuto , al non essere coraggioso o capace di gestire il gesto timido dell'amore ,l'inafferrabile dono che il Dio ci dona ,o il paterno mondo del credere ove spesso si plaude e si chiama destino .
Si , il destino !
L'insieme imponderabile delle cause che si pensa abbiano determinato
(o siano per determinare) gli eventi della vita: l'ineluttabilità del destino.
Rassegnarsi dunque al proprio destino è fatale o forse azzardato ; spesso inteso come personificazione di un essere o di una potenza superiore che regola la vita secondo leggi imperscrutabili e immutabili.
Vuol dire anche appoggio morale ove l'etica può giocare a trovare giustificazioni ,a camuffare un vero quando invece è falso o bugia , necessaria per non nuocere .Tutto è possibile che sia , a mio avviso il destino ce lo facciamo noi , con le nostre mani , col nostro cervello , con la buona intenzione di portare avanti un concetto sano , di verità , di onestà .
Se dunque questa storia porta avanti le migliaia di casi ove l'ingenuità prevale e fa si che l'incostanza mette le radici è colpa di una immatura formalità mentale , dovuta in questo caso alla giovinezza , ma ciò non vuol dire che l'amore si muta in negazione incosciente , è la natura umana che agisce sperando che nel tempo tutto venga esaudito .
La maturazione dunque mi porta ad essere con me stesso più saggio ,più comprensivo , meno vivace , come sopra dicevo , ed è da una parte un bene , dall'altro un modo di nascondersi ,un pò vigliacco se vogliamo .Ma appunto la saggezza ha anche molti lati buoni e da essa che il mio sentimento brilla nella mia poesia , che mi da il coraggio e con prudenza a indagare un vissuto .
Parentesi di vita ove io le valuto ,le elogio , le scrivo ,le rivivo e le stesse mi tornano a dare le emozioni di un tempo .Vado cammino , percorro gli stessi passi , lì. in quel paesino alle porte della città scopro la realtà di un vissuto ,quello che ora in tarda età vuole donarmi del sangue sparso , quello da me iniettato nel seme del cuore ove la natura ,la preghiera sana ogni male .
E si , di tutte le altre mie storie , i narrati romanzi , questo è quello che tengo molto ,mi intriga , fa sentire un brivido nel cuore , nell'anima , una voce che da lontano mi chiama nel sonno si ripete , mi urla l'amore .Questo per me vuol dire che continuo senza fermarmi a narrare la bellezza del mio sangue sparso ,quello che da vita ai sentimenti , al l'importanza della vita , che anche dopo tanto tempo l'amore può rifiorire , far capire a se stesso l'importanza di cosa è stato fatto e voluto .
Si, mi rivedo in questo tempo, forse la frescura della giovinezza di allora la evoco ora nei miei ricordi , ne voglio fare fertilizzante per concimare il mio animo e annaffiare le mie lacrime per gemmare rose rosse in primavera , darle a lei che mi seppe dare l'amore , ora il ricordo più bello .Sono rimasto a quei tempi a quei giorni fermi nella mia mente lei che col suo sguardo vivido si mostra a me in ogni ora ,indelebile resta fisso nei miei occhi e mai va via .
Un giorno raccolsi per lei dei fiori non sapendo come fare a darli , li poggiai di sera davanti la sua casa , erano violette ,sapevo che anche a lei piacevano i fiori tanto che spesso vedevo nel suo balcone delle rose bellissime , una delle tante era lei la mia preferita .Lei sempre lei , forse oggi in età matura considero la magia di allora e la vado a concretizzare in quel paesino sotto la collina ai piedi della città .
Quello che resta è anche sogno che non torna e si vorrebbe tornare indietro ,mi accontenterei , anzi ne sarei felice vedere quello che fu seme ora fiore ,vedere la sua immagine di quel frutto voluto nato dall'amore ,lo vorrei toccare dirgli le mie angosce ,dargli il mio immenso .
Il mio fiore nato e vissuto nell'ignoto , nella menzogna di chi non ha avuto il coraggio , ha sopperito la violenza il castigo dall'essere spregevole che ha condizionato e imposto la paura .il vigliacco senza anima e cuore ,lo schifo della rara specie che esiste nei rovi spinosi di questa terra .
Spesso nelle mie scritture parlo di poesia , della mia narrazione , i vari romanzi scritti ove in essi sono orgoglioso di evincere una genealogia dei miei avi ,di essi la storia antica che ne faccio non solo memoria , ma anche emblema di resurrezione ove i futuri possano sapere da dove arrivano e chi sono .
Questo orgoglio mi porta a rimembrare non solo il mio nome del mio casato ma dare una impronta ai miei eredi , a questa storia ove un padre vuole trovare il suo sangue smarrito , senza sapere nulla .
Dunque questo il mio antenato e una citazione nobile del Belotti .
A quo sangue nobili militi Lutij,
Tota Mapheorum Genealogia
Origine Trabit.
Dal sangue del nobile cavaliere Lutio,
trasse origine tutta la genealogia dei Maffeo Maffei Maffeis.
Francesco Maffeis .
Lo scrittore bergamasco Bortolo Belotti in riferimento ai personaggi delle varie famiglie bergamasche:
“ … Personaggi che hanno vissuto, operato, e conquistato fama, altri non considerati e persino sconosciuti nelle loro terre d' origine.
Ma di essi fa immancabile giustizia il tempo che superando la rozzezza, l' ignoranza, e l' indifferenza di qualche generazione, assicura l' amore, l' ammirazione e gli onori delle generazioni nuove, nelle quali gli uomini di cultura e di pensiero, cioè coloro a cui spetta, rievocano dalle ombre lontane le autentiche glorie …”
- scrissi pensandola -
E venne l'autunno .
Piangono i tristi alberi
hanno il lamento delle foglie ,
è il gocciolio delle lacrime
che si nutre di vento nei limpidi soli .
E si abbandona l'anima mia
si copre di muschio dai caldi venticelli ,
fa ombra alla fanciulla
ove per me coglie fragole e mirtilli .
E venne l'autunno e il freddo divenne neve
fu l'occhio del corvo a scrutare il mio orizzonte ,
a dire che alla fine delle forze arriva la preghiera
che ogni angelo alla morte si inchina .
Ma poi , poi arrivò l'estate e i tuoi pallori
si schiusero dall'acredine ,l'aspra malia ,
divennero fiori di primavera e unguenti lucidi
ove l'acqua delle rose divenne velleità amorosa .
Scomparvero tempeste e deliri penosi
la brezza del mare ti ridette i meriggi assolati ,
di me scordasti che ti scrissi poesia
che, volammo liberi sulla nostra nebulosa .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
Nulla da fare nulla affiora , tutto resta statico ,l'ombra del passato non torna indietro, tra le varie ricerche mi perdo in versi di poesia ,in pensieri che non mi danno ragione o convinzione , credevo fosse più facile arrivare a una concretezza , a una soluzione , ma nulla vale forse perché non esiste quello che vado a indagare .
Forse è solo una mia idea fissa di essere convinto o forse mai ci è stato una rivelazione da parte sua ,oppure la stessa fanciulla mi vuole ignorare odiandomi ...
tante i forse che io li muto in dispiaceri in angosce ove non si va mai a capo di nulla . L'ennesimo forse è l'ultimo , è che un domani chissà può saltare fuori qualcosa, chi sa parlerà , mi dirà : ciao papà , come stai ? O forse è solo una mia fantasia .
Nacque l’amore .
Nacque dal vento il vitale soffio
tu, la creatura ,fosti chiamata “ Anima “
vita terrena ,del profumato fiore ,
corpo sapiente ,del coscio e inconscio .
Nacque dal mare l’egemonia dei folli
e fu dominio strategico del male compiuto .
Dell'io non so, e non mi nego …
delle grandi conquiste ,il nulla han pregi .
Ma qui , tra le viscere della gloria
violento sale il flutto dell’amore ,
patto, che scese sulla terra nera
dai sacrificali immoli e cortecce assassine .
Fosti lebbra per le iene ,sangue sparso
midollo osseo e placenta d’avorio ,
la vendemmia del fomentato amore
l’immagine ,che turba e offusca il cuore .
Nacque l’amore ,l’etica del grande principio !
Fedeli le sue labbra , nutrono sgomento ,
al avido ottuso l'inciso spirituale
la pietra filosofale del catartico spirituale .
Catalizzasti l’incenso , l’odore del sacro
l’immortalità di elisir di lunga vita ,
la panacea del bene e del male fu remota
ti dono e ricevo l’equivalente che mi dai ed io ti amo .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
QUI VI LASCIO UN PASSAGGIO SPIRITUALE OVE IL SANGUE SPARSO DI GESU' DIVENTA PREGHIERA - MENTRE QUELLO DEL RACCONTO DIVENTA VITA .
DALLE SACRE SCRITTURE .
NOVENA AL SANGUE SPARSO (completa)
Ossia efficacissima orazione per ottenere dalla SS. Vergine Maria per i meriti del Sangue di Gesù qualunque grazia salutare Composta dal Ven. Servo di Dio P. Bartolomeo da Saluzzo
AVVISO DEL VEN. SERVO DI DIO P. BARTOLOMEO DA SALUZZO .
SAPPIATE di certo, fratelli, che non sarà cosa alcuna lecitamente domandata da chicchessia, dicendo la seguente orazione, che non sia esaudita; siate sicuri, fratelli e figliuoli miei, che otterrete quello che vorrete; anzi vi dico, che oltre la suddetta orazione in qualunque vostra necessità, se volete impegnare tutto il Cielo, tutti i Santi, tutti gli Angeli, Maria, Gesù Cristo stesso, che più? lo stesso Iddio, Padre, Figliuolo e Spirito Santo, se gridando verso il Cielo direte:
o Padre, o Figliuolo, o Spirito Santo, o Santissima Trinità, o Gesù, o Maria; o Santi e Sante del Paradiso, questa grazia domando per il Sangue di Cristo, siate sicuri che se preserverete gridando, muoverete i Santi, piegherete tutti gli Spiriti Celesti, commuoverete il cuore di Maria e riceverete la grazia, che umilmente domanderete; e ciò si può fare ogni ora, ogni giorno, in ogni luogo e tempo, e col cuore, e colla bocca come richiederà la necessità in cui vi trovate.
Se poi la vostra necessità e bisogno non richiede tanta strettezza di tempo, potrete valervi dell'Orazione seguente, da recitarsi per nove giorni continui avanti un'immagine della SS,ma Vergine, con fare il primo ed ultimo giorno la S. Comunione a gloria di Dio e di Maria Ss.ma, offrendola alla medesima in memoria della Passione e Sangue Preziosissimo di Gesù; e se per qualche motivo non poteste comunicarvi .
nei predetti due giorni, cercherete di farlo in qualche giorno della Novena, ovvero l'ultimo giorno solamente: e se pur questo giorno vi venisse impedito, almeno ogni giorno prima dell'Orazione non lasciate di preparar l'anima vostra nella forma che segue per ben disporvi a ricevere la grazia, che la Sua Divina Maestà e la Vergine Maria ve la concedano.
Per prepararvi adunque a questo santo Esercizio dell'Orazione, la prima cosa che si ricerca è l'intenzione, quale deve essere principalmente per gloria di Dio, di Maria Ss.ma, di tutta lo Corte Celeste, per salute dell'anima vostra e del prossimo, per sollevare d'Anime del Purgatorio e poi per chiedere per sé ,e per altri le cose necessarie all'anima, e al corpo , infine direte come segue:
Nel nome del Padre e del Figlio e della Spirito Santo. Amen.
FORMULA DI PREPARAZIONE O INTENZIONE .
O IMMENSA ed eterna maestà di Dio, SS.ma Trinità: Padre, Figliuolo e Spirito Santo, io umilissima creatura vostra, vi adoro, onoro, confesso; e vi lodo con il maggiore ossequio ed affetto, che voi intendete potersi fare da tutte le vostre crea-ture, ed alla vostra presenza Divina, e di Maria Santissima Vergine Immacolata, Regina del Cielo, del mio Angelo Custode, dei miei Santi Avvocati e di tutta la Corte celeste, protesto che questa mia orazione e petizione, che sono per fare alla pietosa e misericordiosa Vergine Maria per i meriti del Prezioso Sangue di Gesù, in-tendo di farla con retta intenzione, e principalmente per gloria, lode ed onore di Maria SS.ma e di tutta la Corte celeste, per salute dell'anima mia, e dei miei prossimi, per sollevare ed aiutare tutte le anime del Purgatorio, per le quali l'applico ancora in modo di suffragio, e in particolare per i miei presenti bisogni dell'anima e del corpo e per liberarmi dalle angosce e travagli in cui mi trovo.
Pertanto spero da Voi, mio Dio, sommo bene, e dalla Vergine pietosissima di conseguire la grazia che umilmente richiedo, domandandola solamente per il merito infinito del Preziosissimo Sangue di Gesù, e non per merito mio: riconoscendomi miserabile peccatore, indegnissimo di stare alla presenza vostra e a quella della Regina degli Angeli Maria Santissima, ritrovando-mi pieno di miserie e di peccati.
Ma che posso far io nello stato presente in cui mi trovo, se non che confessare a Voi, p mio Dio, tutte le mie scelleraggini ni, e tutti i miei peccati commessi dal principio del mio essere sino all'ora presente, di tutti in generale, e di ciascuno in par titolare domandandovene misericordia e perdono per il Sangue di Gesù? Sì, sì, .mio Dio, me ne pento, e me ne dolgo di vero cuore, non per timore dell'inferno, ma solamente per avere offeso .
Voi, sommo bene, e perciò ve ne domando misericordia e perdono, proponendo fermamente di con. sfessarmi quanto prima e di pentirmi di nuovo a piè di un vostro Ministro nel S. Tribunale della Penitenza, con vero dolore e contrizione di tutti i miei peccati, che vi prego di volermelo concedere per vostra pietà e misericordia, e per il Preziosissimo Sangue di Gesù sparso per la nostra redenzione, avendo intenzione di farne la dovuta penitenza, con proposito fermo di non offendervi mai più per l'avvenire col vostro santo aiuto, con la vostra santa grazia. Amen.
Sotto la tua protezione ci rifugiamo, o Santa Madre di Dio: non disdegnare le preci che t'innalziamo nella necessità, ma salvaci sempre da tutti i pericoli, o Vergine gloriosa e benedetta. Fatto ciò, vi rivolgerete alla Santissima Vergine, e darete principio alla Novena, salutando e benedicendo tutti i suoi santi sensi nella forma che segue.
NOVENA DEL SANGUE SPARSO .
O Dio, vieni in mio aiuto. Signore, affrettati a soccorrermi. Gloria al Padre.
Tutta bella sei, o Maria, e macchia originale non è in Te .
Bellissima, e senza macchia alcuna, siete purissima, Vergine Maria, Regina del Cielo, Imperatrice degli Angeli, Signora del mondo, e Madre di Dio, per ciò vi onoro, e vi saluto, e siate per sempre benedetta.
Sia benedetto il vostro capo pieno di sapienza celeste; siano benedetti i vostri capelli, che mostrano i bellissimi pensieri della .vostra santa mente; siano benedetti i vostri graziosissimi occhi, coi quali vedeste per prima, il vero Figlio di Dio; siano benedette le vostre guance, quali furono toccate e baciate da Gesù, Figliuolo di Dio; sia benedetta la vostra Ss,ma lingua, che meritò, la prima, dopo l'Angelo di nominare il Santissimo Nome di Gesù.
Mano benedette le vostre orecchie, che meritarono, le prime, dalla bocca dell'Angelo sentire nominare il Santissimo Nome di Gesù; sia benedetto il vostro collo che fu più volte cinto e stretto dalle tenere braccia del pargoletto Gesù; siano benedette le vostre mammelle, che meritarono di essere succhiate dalle divine labbra del Bambino Gesù; sia benedetto il vostro seno, al quale più volte vi stringeste il dolcissimo Gesù; siano benedette le vostre braccia, che strinsero e portarono il dolcissimo Gesù; siano benedetti i vostri piedi, che tanti passi fecero per amore di Gesù; sia bene-detto il vostro purissimo e verginale grembo, che meritò portare Gesù, altissimo Figliuolo di Dio; siano benedette le vostre viscere, che per nove mesi furono santificate dalla presenza di Gesù.
O Maria, o Maria, a Voi ricorro; Voi invoco, Santissima Vergine Maria; aiutatemi, dolcissima Madre di Dio; aiutatemi, Imperatrice del Paradiso; aiutatemi, pietosissima Madre ed avvocata dei peccatori, ed in particolare avvocata mia, aiutate me più di tutti peccatore vilissimo; aiutatemi, Madre del Mio dolcissimo Gesù.
E come si può meglio commuovere il Vostro cuore e forzarvi ad impetrarmi quello che vi domando, quanto che mostrarvi come intendo di fare il Crocifisso vostro Figliuolo, ed additarvi le sue sante Piaghe, narrarvi i suoi dolori, raccontarvi le sue pene, mostrarvi la corona che gli cinse il divino capo, i flagelli che gli strapparono l'innocentissimo corpo, i chiodi che gli trafissero le mani ed i piedi, il velo con cui fu velato, il fiele con cui fu abbeverato, la lancia con cui fu aperto il petto dopo morto alla vostra presenza, o Maria?
E chi vuole da voi in fin lo stesso Cielo, con che maniera lo può ottenere meglio, quanto che scongiurarvi come intendo fare per le percosse, per gli sputi, le bestemmie, vituperi, ingiurie, scherni e villanie, che patì per noi il vostro dolce Figlio Gesù? Dunque se non vi è cosa che a voi si domanda in virtù della Passione di Gesù Cristo, che da voi non si ottenga con viva fede io vi prego, e voglio in virtù della Passione di Gesù, che mi concediate la grazia che sono per domandarvi; e specialmente la voglio per il vivo Sangue, che sparse per noi in Croce.
Alla presenza vostra; la voglio per quel Sangue preziosissimo che gli vedeste scorrere giù per gli occhi e per il delicato viso; sì, per quel Sangue santissimo, concedetemela, non me la potete negare; rispondetemi, Vergine Maria, che io vi prego, e vi scongiuro .
per quel vivo Sangue; né cesserò mai di gridare a Voi, finché non sia esaudito: O Madre di Misericordia, io sono più che sicuro di ottenere questa grazia da Voi benché grande, mentre ve la chiedo per il valore infinito del Preziosissimo Sangue del vostro Divino e dilettissimo Figliuolo Gesù: con questa fiducia in cuore mi accingo a domandarvela, pregandovi volermi esaudire.
(Qui domanderai la grazia che desideri, poi dirai come segue). Solo alcune delle suppliche :
Ve la domando, Madre Santissima, per quel puro; innocente, e benedetto Sangue che Gesù, vostro Figliuolo, versò e sparse in quella tenera età di soli otto giorni, nella sua circoncisione. Ave Maria .O Vergine Maria, vi prego per le ferite, e per le stille di quel Sangue che da Gesù grondarono, di merito infinito.
Ve la chiedo, o Maria Santissima, per quel puro, innocente e benedetto Sangue che Gesù, vostro Figliuolo, in abbondanza versò da tutto il suo SS. Corpo, e in particolare dalla divina faccia nell'agonia dell'Orto, e che cadendogli giù per le vesti asperse la terra, i sassi, e l'erba di quel troppo felice e fortunato Orto. Ave Maria.
O Vergine Maria, vi prego per le ferite, e per le stille di quel Sangue che da Gesù grondarono, di merito infinito. Ve ne prego, Maria Santissima, per quel puro, innocente e benedetto Fangaie che Gesù, vostro Figliuolo, versò e sparse per tutta la strada, quando dall'Orto fu portato legato in Gerusalemme alla casa dei Pontefici. Ave Maria .O Vergine Maria, vi prego per le ferite, e per le stille di quel Sangue che da Gesù grondarono, di merito infinito.
A voi ancora ricorro, Anime sante del Purgatorio, affinché preghiate per me Maria Santissima, e m'intercediate la grazia, che domando per il Sangue, e la Passione di Gesù, né mi abbandoniate in questo mio grave bisogno; poiché ve ne prego, supplico e scongiuro, specialmente per quel Sangue preziosissimo che il mio e vostro Redentore Gesù versò dalle sue cinque principali sime piaghe, che io profondamente venero e adoro con questi cinque Pater, Ave e Gloria, che ora recito in memoria delle medesime, applicandoli ben di cuore in vostro suffragio, e per ottenere per me la grazia, che domando alla pietosissima Vergine Maria, che per i meriti, e virtù del Sangue Preziosissimo del Santissimo Figliuolo Gesù, sparso da tutto il suo Sacratissimo Corpo, e dalle sue Sacratissime Piaghe, si degni concedermela, come spero. Amen.
LA STRAGE DEGLI INNOCENTI .
QUESTA PARTE E' IL PARADOSSO TRA L'AMORE DETTA PASSIONE E NASCITA DELLA VITA, TRA LA STRAGE DEGLI INNOCENTI OVE IL SANGUE NON SOLO DA VITA ALLA VITA , MA DISTRUGGE ATTRAVERSO LE GUERRE CIO' CHE E' STATO CREATO . DUNQUE IL SANGUE VIENE SPARSO ,VIENE USATO ,MALTRATTATO, MAI APPREZZATO OVE LA NATURA DELL'UOMO NE FA CONSEGUENZA E A TRATTI PREGA POI UCCIDE -
UNA MIA POESIA -
La strage degli innocenti .
( Quando gli occhi non vedono l'innocenza muore )
BASTA !
E' diventata un incubo l'Ineludibile vita
la fatica per volare ,il fiorire l'ardire ;
oh donna in tuo onore proverò a cantare ,
nell'azzurro del cielo sul trono del sole .
Lì tra la pietà degli angeli c'è il grembo delle nuvole
nelle infuriate acque ove si crucciano i sentimenti ,
schiumano le eteree ombre e verdi isole ...
i fiori più dolci ove alloggia il vivido fato .
Ascolto la vergogna dalla platea dei burattini
il cui volto patisce nella oscura nebbia ,
tra le stelle di ghiaccio le stragi degli innocenti ...
le volgari vergogne con cui vengono messi in croce .
Basta!Vattene ozio ,stupro inenarrabile e vile
gogna dell'abuso perpetrato sulle giovani anime ,
alla bellezza velata ove c'è il silenzio del bacio
nei sussurri taciti il servaggio del dolente grido .
Basta !Dio ci sei , aiutaci ,aiuta salva la giovinezza
metti fine a questa strage di bimbi innocenti ,
a questi miseri vigliacchi che l'inferno li accolga ;
sono la piaga sociale la miscela esplosiva .
Sono gli ingordi di potere la radice ove regna l'assoluto
ove il paradosso crea il delirio di onnipotenza …
ove il male subdolo si insinua silenzioso
la presuntuosa onniscienza è senza il nessun pari .
Dannati ,figli del castigo gramaglie nere per gesti impuri
siete lutto indelebile del funereo dolore ...
mercenari avidi costernati da false attribuzioni ,
privi di sentimento uccidono l'amore .
Giovanni Maffeo - Poetanarratore .
GESU' CRISTO
Il volto dell'innocente negli orrori delle guerre .
Convinto, come sono, che nessuna guerra sia "giusta" anche se qualcuna è imprescindibile, più volte anch'io mi sono posto l'interrogativo ?Perche' le guerre ... perchè le stragi a gli innocenti ?Se pensassimo che la vita è così breve , che c'è un percorso turtuoso da percorrere ,una famiglia da crescere , il pane da guadagnare ,la bellezza da vivere .Invece per pochi pazzi al comando del mondo si fanno le guerre e l'innocenza muore ... cosa è valso al nostro CRISTO fattosi mettere in croce per salvarci dai peccati del mondo se questi abominii continuano imperterriti a continuare , a far morire la pietà dell'umanità ?
Tante le domande , poche le risposte , molte le giustificazione e la tanta ipocresia ,la vigliaccheria del potere ( PADRE PERDONA LORO CHE NON SANNO QUELLO CHE FANNO ) Se solo pensassimo l'immensa bontà del nostro Dio si abolirebbero le guerre ,la pace regnerebbe e la natura fiorirebbe nel creato .
Ma avranno le previsioni sulla pace la stessa credibilità delle previsioni sulla guerra?». Porsi un simile interrogativo significa garantirsi molti tormenti ancora ma, forse, chi genuinamente "pretende" la pace, e subito e per sempre, non vuole più soffrire. (Penso ai palestinesi: arabi ed ebrei; penso agli uomini disperati del Rwanda, del Burundi, dello Zaire e del Sudan e della Bosnia, eccetera). Anche chi combatte vuole la pace. La pace e basta. Verosimilmente perché la cultura della guerra è morta col Vietnam.
Una volta la società accettava la guerra "perché la guerra risolve". A quelli della mia generazione insegnavano che la guerra era un "male necessario". Oggi è diverso. Mi dice un Cardinale-Pastore, oggi tutti hanno capito che la guerra non risolve nulla, dà solamente la medesima illusione dell'intervento chirurgico su un organismo mitragliato dalle metastasi d'un tumore cattivo. «La pace, invece, fermando la corsa della morte, salva la vita, dona la speranza della giustizia».
Forse è veramente così. ("E' vero davvero"). Non lo so. Io sono soltanto un vecchio poeta che scrive e narra poesia ,la parola dell'amore !Questa parola da molti non ha significato, ha la prepotenza e ignora la pace e dunque il sangue viene sparso ,ucciso dalle guerre per gli egoismi degli uomini ,per l'avarizia ove l'ingordigia genera prepotenza e indifferenza .
Secondo stime attendibili, esistono nel mondo, duecentocinquantamila soldati-bambini (cfr. "L'esercito invisibile" di R. Casadei - "Mondo e Missione", dic. '96). Ma cosa costringe un fanciullo a imbracciare il kalashnikov ? Per molti adolescenti la guerra è "normale condizione di vita", poiché non hanno conosciuto la pace. Per molti altri è un modo efficace di sottrarsi alla fame, un po' tutti gli impuberi soldati, prendono il fucile mossi dal cosiddetto "bisogno d'adulto" che provano perché "fisicamente o emotivamente separati dai loro genitori naturali".
Nella lunga storia senza misericordia della guerra, è sempre il filo rosso della violenza, della fame, a cucire passato e presente. E il filo va e viene attraverso la cruna degli innocenti. Quanti bambini disperati, quanti vecchi folli di paura non ha visto il vecchio cronista dal Vietnam al Libano, dal Salvador all'Iraq, eccetera. Quanti racconti di orrore non ha raccolto nell'immenso spazio di solitudine dei fanciulli scampati a questo o a quel massacro.
Tra il 1945 e il 1996, 160 conflitti hanno fatto più 24 milioni di morti. In massima parte civili, in stragrande maggioranza bambini. L'Unicef denuncia un "universo di efferatezze": soltanto negli ultimi quindici anni, oltre due milioni di corpicini dilaniati dalle bombe; circa dieci milioni di invalidi precoci; quasi due milioni di orfani. Guerre "ufficiali", guerre "marginali": dal Vietnam all'Algeria, dal Medio Oriente all'America Latina, Erode non è mai morto, la crocifissione di Gesù si rinnova. Dolorosamente. Inesorabilmente. Giorno dopo giorno.
Gesù era giovine quando salì sul Golgota ma era già antico quanto il Mistero della sua pietà: assolse il ladrone promettendogli il Paradiso. In questo modo gli restituiva l'innocenza.
L'invito a una esperienza di unione con Dio, (adhaerere a Lui), "in Cristo e per Cristo", è nel Vangelo e in San Paolo. E dunque soltanto l'esperienza spirituale può ricolmare il cristiano e, al tempo stesso, crocefiggerlo: dal momento che "la Croce è la via maestra che conduce alla unione d'amore". Tutto ciò ce lo ha ricordato, recentemente, col sacrificio della sua vita .
I bambini, gli innocenti: Vietnam, 1965. I 377 vietcong che contai tutt'intorno al perimetro di Camp Kannack, erano morti di guerra. Durante tre giorni, dal 7 al 10 di marzo, erano venuti all'attacco di quel campo di Berretti Verdi. Coi lunghi, esili tronchi di bambù adoperati come aste, saltavano i reticolati americani, e poiché intorno al collo avevano ghirlande di bombe a mano disinnescate, una volta a terra eplodevano: saltando in aria aprivano varchi nella difesa del campo. Li caricarono su di un camion, vennero spogliati in un centro di raccolta-cadaveri e quindi gettati nudi in una fossa comune.
Gli asceti russi si dicevano convinti che il volto di un uomo "in buona fede" risplende di una luce tutta sua che tuttavia solo il credente può percepire. "Mi piace il tuo volto", dice uno dei fratelli Karamazov ad Alioscia, "il diavolo ha avuto paura di te, mio puro cherubino". E' dunque un volto, non una dialettica, che Dostoievski oppone all'ateismo. Un "volto": l'icona vivente di Cristo Gesù.
"Esiste una misura comune fra Dio e l'uomo e solo codesta misura rende possibile la rivelazione di Dio a l'uomo". "E tale miracolo misterioso può accadere in qualsiasi momento, chiunque sia l'uomo, non importa cosa abbia fatto sino alla Rivelazione" (cfr. V. Soloviev: Leçons sur la divino-humanité, Parigi 1991).
E , come Zivago e Lara ,i due amati , amanti della vita dell'amore ove vissero felice e travagliata la loro storia ,ove tra le tante difficoltà che la vita gli propose , tra i due nacque Tania , la loro figlia ,il frutto dell'amore che divenne sangue . Un paradosso forse , che unisce la stessa trama ,ove si ripete nei tanti amori ,nelle tante avventure causate da sentimenti innocenti ,unici nel loro genere ,il genere umano che osa sfidare l'istinto , il desiderio ,il volere avere e dare amore col rischio poi di naufragare nell'ignoto , nell'attimo che fugge via e resta l'indelebile ricordo .
Dopo anni di ricerche trovo qualche indizio ove in esso ricostruisco la trama dell'accaduto ,trovo un contatto ed è una delle due figlie della Lina . La seguo curioso , guardo le sue sembianze ,la guardo , la riguardo , è bella ! Cerco di capire qualcosa di lei ma tutto è vano è mistero .Una cosa di lei mi ha incuriosito : è romantica ! Somiglia a sua madre ...
I fatti e i personaggi rappresentati in questo racconto e i nomi e i dialoghi ivi contenuti sono unicamente frutto dell’immaginazione e della libera espressione artistica dell’autore. Ogni similitudine, riferimento, o identificazione con fatti, persone, nomi e luoghi reali è puramente casuale e non intenzionale.
CONTINUA.......????